L'Ultima Sosta

scritto da Taby-Saby
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Testo: L'Ultima Sosta
di Taby-Saby

Il rombo del motore era la colonna sonora della vita di Franco. Un camionista con le mani callose e gli occhi segnati dalla stanchezza, ma con un cuore d'oro. Ogni chilometro percorso era una storia, ogni sosta un breve respiro prima di riprendere il viaggio.

Franco non era un uomo di molte parole, ma la sua onestà era nota a tutti nel settore. Conosceva le strade come le sue tasche, e sapeva distinguere un carico pulito da uno che puzzava di guai.

Ultimamente, però, l'aria si era fatta più pesante. Giravano voci di furti organizzati, di carichi che sparivano nel nulla, di camion che venivano intercettati in modi sempre più audaci. Franco, pur essendo un lupo solitario, aveva sentito il morso di quella paura che serpeggiava tra i suoi colleghi. Aveva rifiutato diverse offerte poco chiare, preferendo la fatica onesta a guadagni facili ma pericolosi.

Quella sera, Franco era partito da Milano con una destinazione ignota, un carico speciale che gli era stato affidato con una discrezione insolita. Il committente, un uomo dall'aria distinta ma con uno sguardo sfuggente, gli aveva dato istruzioni precise: evitare le autostrade principali, seguire percorsi secondari, e non fermarsi per nessun motivo fino al raggiungimento della meta.

Franco aveva accettato, spinto dalla curiosità e da una somma di denaro che prometteva di risolvere alcuni dei suoi problemi.

Il viaggio iniziò sotto un cielo plumbeo, le prime gocce di pioggia che tamburellavano sul parabrezza. Franco guidava con la solita perizia, le mani salde sul volante, il suo fedele camion che scivolava sull'asfalto bagnato.

Ogni tanto, accendeva la radio, ascoltando le notizie frammentarie che parlavano di un'indagine su un traffico illecito di merce rubata. Un brivido gli corse lungo la schiena.

Le ore passavano lente, scandite dal ritmo ipnotico dei tergicristalli. Franco si trovava su una strada di campagna, circondata da campi scuri e alberi spogli. Il buio era quasi totale, rotto solo dai fari potenti del suo camion.

Improvvisamente, un'ombra si materializzò sulla strada, un ostacolo improvviso che lo costrinse a una frenata brusca. Era un tronco d'albero, posizionato strategicamente. Prima che potesse reagire, altri due fari si accesero alle sue spalle, accecandolo. Un altro camion, più piccolo e scuro, si affiancò al suo.

Dalla cabina scesero due figure incappucciate, armate. Franco capì subito. Era una trappola.

Cercò di fare retromarcia, ma il tronco d'albero bloccava ogni via di fuga. Le figure si avvicinarono con passo deciso. Franco, pur consapevole del pericolo, non era un uomo che si arrendeva facilmente.

Cercò di ingranare la marcia, sperando di sfondare l'ostacolo, ma uno degli aggressori sparò un colpo contro il suo pneumatico, facendolo scoppiare con un sibilo violento. Il camion si inclinò pericolosamente.

La situazione precipitò in pochi istanti. Franco tentò di uscire dalla cabina, ma fu raggiunto da un colpo secco alla testa. Cadde a terra, il rumore del suo corpo che si schiantava sull'asfalto si mescolò al fragore della pioggia.

Mentre la sua vista si offuscava, vide le figure incappucciate aprire il vano di carico del suo camion, illuminate dai loro fari, e iniziare a scaricare la merce.

L'ultimo pensiero di Franco fu per sua moglie, per i suoi figli. Aveva cercato di fare la cosa giusta, di guadagnarsi da vivere con onestà. Ma il destino, a volte, ha piani diversi.

Il rombo del motore si spense, sostituito dal silenzio della notte e dal suono della pioggia che cadeva incessante, lavando via le tracce di un'ultima, tragica sosta.

L'Ultima Sosta testo di Taby-Saby
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